"Chi non spera l’insperabile non lo scoprirà, poiché è chiuso alla ricerca, e a esso non porta nessuna strada"
ERACLITO (535-470 a.C)

ottobre: 2017
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Città turistiche intelligenti: Rapporto 2013

SINTESI  ESECUTIVA

 

Il turismo nel mondo

Nonostante la crisi economica, che dura oramai da oltre cinque anni,  il turismo internazionale continua a crescere.

Gli arrivi internazionali alle frontiere che erano appena 25 milioni nel 1950 del secolo scorso, sono diventati 530 milioni circa nel 1995, per superare la fatidica cifra del miliardo (esattamente 1 miliardo e 35 milioni) nel 2012.

Ma la corsa del turismo continua: secondo le anticipazioni dell’Organizzazione Mondiale del Turismo (OMT), nel primo semestre 2013 ci sarebbe stato un ulteriore aumento del 5 per cento degli arrivi internazionali, rispetto allo stesso periodo del 2012, che in numeri assoluti fanno 25 milioni di nuovi turisti. Un incremento superiore alle attese.  L’Europa è in linea con questo aumento, ma  ha fatto meglio l’Europa Mediterranea, con un più 6 per cento.

Con questi numeri l’OMT calcola che il turismo contribuisca, attualmente, in maniera diretta e indiretta, al 9 per cento del pil mondiale, al 6 per cento dell’export e alla creazione di un posto di lavoro su undici complessivi.

Assumendo, sempre l’OMT, un tasso annuale di crescita intorno al tre per cento, che potrebbe essere superato, le previsioni dicono che nel 2020 ci saranno nel mondo 1,4 miliardi di viaggiatori internazionali, che diventeranno poi 1,8 miliardi nel 2030.

Le prime 10 destinazioni mondiali

L’Europa è il primo continente per destinazione, ma nella lista dei primi dieci paesi per arrivi internazionali e per le entrate del turismo, compaiono anche nazioni di altre aree.

Per gli arrivi internazionali, dell’anno 2012, è in testa la Francia, con 83 milioni, seguita dagli Stati Uniti, 67 milioni, terzi la Cina e la Spagna, entrambi  con circa 58 milioni, quinta l’Italia con 46 milioni, poi a seguire Turchia, Germania, Regno Unito, Federazione Russa e Malesia.

La classifica però cambia quando si passa a considerare le entrate generate dal turismo, che sono molto legate alla capacità di spesa di chi si muove (albergo, ristorante, visite, shopping, ecc.). In questo caso il primo posto, con 126 miliardi di dollari, nel 2012, spetta gli Stati Uniti, seguiti dalla Spagna con 56 miliardi, la Francia 54 miliardi, la Cina 50 miliardi, poi Macao, sempre Cina, 44 miliardi, quindi l’Italia 41 miliardi circa, in lieve calo sull’anno precedente.

Chi spende di più per andare all’estero: Cina in testa

Dagli incassi agli esborsi, potrebbe sintetizzarsi in questo modo il passaggio dalle entrate generate dal turismo, alle spese sostenute all’estero dai propri residenti. La Cina, per la prima volta, nel 2012, è balzata al primo posto con 102 miliardi di dollari spesi dai propri cittadini in giro per il mondo, moltiplicando per otto quello che era il valore dell’anno duemila.

Il primo paese europeo, con 1,3 milioni di arrivi  di viaggiatori cinesi, sempre nel 2012, è la Francia, seguita dalla Russia con 830 mila arrivi, la Germania 763 mila, la Svizzera 663 mila, l’Austria 356 mila ed infine l’Italia, al 21° posto, con solo 253 mila arrivi. 

Nel 2012 i turisti cinesi in giro per il mondo sono stati circa 50 milioni, che secondo previsioni diventeranno 75 milioni nel 2017. In Italia, per quella data, di turisti cinesi ne sono previsti 500 mila circa (il doppio di oggi), ma molto meno di Francia e Germania (Euromonitor International).

Le scelte turistiche degli europei: il ruolo di Internet

Alla base della scelta del luogo dove passare le vacanze ci sono, in primo luogo le informazioni fornite da amici e colleghi (56 per cento), ma subito dopo c’è  il web e internet (il 46 per cento, in crescita).

Web e internet  sono le più importanti  fonti di informazione in Olanda e Finlandia (63 per cento in entrambi), Danimarca (57 per cento) e Lussemburgo (51 per cento).  Si informano su internet soprattutto i giovani, ma anche le persone con ètà di mezzo. Poca influenza hanno invece i cataloghi, i giornali, le TV e le radio.

Presa la decisione, la vacanza va poi organizzata, e qui torna in campo internet,  che la maggioranza (53 per cento)  utilizza, in via prioritaria,  per organizzare il proprio viaggio.

Turismo Italia: una competitività da recuperare

L’indice Travel&Tourism Competitiveness Index 2013 (TTCI), elaborato dal World Economic Forum (WEF), che misura “i fattori e le politiche che rendono attrattivo lo sviluppo del settore turismo e trasporti in differenti nazioni”, mette l’Italia nella 26ma posizione nel mondo, su 140 paesi considerati (era 27mo nel 2011). Restringendo il campo all’Europa l’Italia è solo 18ma, quando la Germania occupa il secondo posto, la Spagna il quarto e la Francia il sesto.

Tra le debolezze del sistema turistico nazionale e regionale c’è anche il ritardo nella vendita di servizi tramite internet, essenziale per una larga parte dei viaggiatori.

Nuove tecnologie digitali e turismo

Scrive uno studio recente della Banca d’Italia che “secondo i dati dell’indagine annuale dell’Eurostat sull’uso delle tecnologie informatiche presso le famiglie e le imprese, nel 2011, il 43 per cento delle imprese italiane del settore ricettivo ha venduto almeno l’1 per cento dei propri servizi sul web, contro il 47 per cento (dato 2010) di quelle francesi, il 72 per cento di quelle spagnole e una media del 57 per cento dell’area euro” (Il turismo internazionale in Italia, pag.9)..

Il ritardo dell’Italia è evidente, tanto più grave vista l’importanza delle nuove tecnologie dell’informazione e delle comunicazioni (ICT) applicate nel turismo. Non sorprende, infatti, che The Travel & Tourism Competitiveness Report 2013, del WEF, consideri le infrastrutture ICT tra i 14 pilastri posti a base della graduatoria sulla competitività.

L’Italia sul fronte delle infrastrutture ICT occupa la 31ma posizione, sempre su 140 paesi nel mondo, che sono cinque in meno della graduatoria generale sulla competitività turistica (26ma).

I dettagli che contribuiscono alla classifica generale del pilastro ICT sono ancora più allarmanti: per l’uso dell’ICT nelle transazioni tra le imprese turistiche (B to B) l’Italia scivola addirittura alla 101ma posizione.

Secondo una recente ricerca spagnola, una visita su tre, tra l’altro in forte crescita, ai siti web delle località turistiche e  musei spagnoli,  è stata fatta da un telefono mobile. 

Purtroppo il problema, sostengono gli autori, è che troppo spesso molti siti web di località turistiche, musei, hotel, ecc., non sono preparati a questa novità.

La digitalizzazione delle località balneari d’Italia

Il turismo balneare rappresenta, in Italia, un quinto di tutti gli arrivi e poco meno di un terzo dei pernottamenti. In Emilia Romagna le località balneari contribuiscono alla metà degli arrivi e più de due terzi delle presenze.

Tra le località balneari italiane, considerando il numero di hotel (oltre mille), gli arrivi (1,6 milioni) e i pernottamenti (7,6 milioni), il comune di Rimini si eleva su tutto il resto.

Le altre tre località balneari che si avvicinano ai numeri della città  romagnola, almeno per presenze, sono Caorle (4,5 milioni), Lido di Jesolo (5,2 milioni) e Lignano Sabbiadoro (5,5 milioni).

Innovazione e digitalizzazione del turismo fa rima con qualità, ma anche il contrario. Cioè è più probabile che un hotel che punta alla qualità, sia anche più propenso all’innovazione e aperto alle nuove tecnologie.

Così, nonostante i flussi, la riviera di Rimini, con meno di sette hotel su cento in possesso di quattro o cinque stelle, perde molte posizioni nella classifica della qualità delle strutture ricettive,  arrivando tra le ultime province.

L’offerta turistica sul web delle località balneari

Se partiamo dal presupposto che il web è diventato un passaggio obbligato per chi vuole raccogliere informazioni su una località turistica e magari prenotare, allora va da se che questo tipo di presentazione diventa  molto importante.

La stragrande maggioranza delle 32 località balneari esaminate informa, nei siti pubblici istituzionali, su come arrivare, spesso anche di come spostarsi una volta sul posto, impiegando i mezzi pubblici. Sono invece scarsi i luoghi dove è possibile acquistare biglietti on line, senza cioè recarsi al tradizionale botteghino o rivendita autorizzata.

Va meglio per la disponibilità di mappe on line, che possono aiutano il visitatore ad arrivare, ma anche a muoversi meglio sul posto.

Quasi sempre si trova l’elenco degli hotel e ristoranti, ed anche la prenotazione on line degli hotel è piuttosto diffusa, non tanto dai siti istituzionali, dove in pochi offrono questa opzione, ma soprattutto ricorrendo ad operatori privati come Tripadviser, Trivago, Expedia, ecc.

E’ frequente incontrare il calendario degli eventi ed informazioni sui servizi disponibili, ma quando si passa alla promozione con video, alla valorizzazione dell’artigianato e delle vie dello shopping, le informazioni si inaridiscono mano a mano che da Nord si scende verso Sud.

Un’altra risorsa importante come il patrimonio culturale trova una discreta presenza nei siti web, con l’unica eccezione rappresentata dalle località della Sicilia e da poche altre.

Infine, la segnalazione e la diffusione delle applicazioni (app) per telefonia mobile, la presenza sui social network,  i QR Code che facilitano l’accesso, tramite cellulari e smartphone, ai siti. Pochi i primi e ancora meno gli ultimi, mentre è più comune la presenza sui social network. La possibilità di iscriversi alla newsletter della località, un modo per rimanere collegati, è presente in Emilia Romagna, meno altrove.   Per ultimo, si va facendo strada l’uso delle web cam che consentono di seguire dal vivo e a distanza  squarci la vita di un luogo.

Hotspot e wifi

Col termine hotspot ci si riferisce a connessioni internet in luoghi pubblici o aperti al pubblico. Molto spesso viene associato all’acronimo wi-fi.

La riviera di Rimini, in questa speciale classifica, che si basa su dati del mese di agosto 2013, ha un buon posizionamento, con il capoluogo che svetta su tutti gli altri con 80 hotspot e 4 wifi, seguito da Viareggio con 51 hotspot, Senigallia 27 hotspot, Riccione 22 e Taormina 18).

A Lido di Jesolo, come a Cesenatico, prevalgono invece le connessioni wifi, 40 nel primo caso, 28 nel secondo, mentre sono meno presenti gli hotspot.

In merito, invece, al wifi nelle stanze di hotel, un indicatore certamente più attuale della generica presenza della connessione internet, la regione più avanti è il Lazio, con  il 57 per cento degli alberghi in grado di offrire collegamenti alla rete, mentre tra le singole località al primo posto troviamo Giulianova, con il 51 per cento, poi San Benedetto del Tronto con il 45 per cento, Roccella Jonica con il 44 per cento, infine Rimini con il 41 per cento.

A seguire, in Emilia Romagna, si incontrano Cervia, con il 32 per cento degli hotel che offrono wifi in stanza, quindi Riccione con il 29 per cento, Bellaria e Cattolica al 27 per cento, Misano Adriatico al 26 per cento, mentre sono ultimi i Lidi di Comacchio con appena il 13 per cento.

 

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