"Chi non spera l’insperabile non lo scoprirà, poiché è chiuso alla ricerca, e a esso non porta nessuna strada"
ERACLITO (535-470 a.C)

dicembre: 2017
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Cicloturisti… non per caso

di Genny Bronzetti

 Una città più bella. Dalla bici. In una terra varia e armonica come la Romagna, non poteva mancare una formula di turismo che ne sottolineasse le bellezze naturali: il cicloturismo. Un tipo di vacanza alternativa che sta acquisendo un successo sempre maggiore, così come sempre più numerosi sono gli alberghi attrezzati per accogliere questi villeggianti in bicicletta. Tra le strutture specializzate c’è l’hotel Sarti di Riccione, appartenente al circuito dei Bike Hotels riccionesi, che già i primi giorni di marzo è in piena attività, alle prese con un folto gruppo di ciclisti di Cuneo e con un’altra comitiva che per vedere l’entroterra romagnolo in bicicletta è arrivata addirittura dalla Germania.

Rientrano in albergo tra le 15 e le 17, dopo essere partiti alle 9 del mattino suddivisi in quattro gruppi in base alle difficoltà e alla preparazione fisica. Il primo gruppo, il giorno in cui lo incontriamo nella hall dell’hotel Sarti, è arrivato fino a Fano.

Ma – chiediamo loro – perché hanno deciso di venire a fare i cicloturisti qui in Riviera? “Io è il primo anno che vengo a Riccione, ma alcuni di noi vengono qua da diversi anni” racconta Oscar. “Sono rimasto contentissimo. Sono qui da tre giorni soltanto, ma tornerò anche l’anno prossimo. Il rapporto qualità-prezzo è ottimo, il servizio per i cicloturisti è esemplare”. L’albergo è attrezzato con deposito, officina e lavanderia. Inoltre, i cicloturisti, entrano perfettamente nell’ottica di promozione dei territori dell’entroterra, che da alcuni anni la Provincia di Rimini cerca di diffondere. “Il primo giorno siamo stati a Mercatino Conca e a Tavoleto, il secondo giorno siamo andati a Tavullia, dov’è nato Valentino Rossi” prosegue il cicloturista di Cuneo. “Oggi, invece, abbiamo fatto Urbino e il Montefeltro. Sono luoghi molto belli da percorrere in bicicletta, perché anche l’occhio vuole la sua parte. Sono zone ricche di testimonianze storiche e artistiche, dove il tempo sembra essersi fermato, con i castelli e le rocche”. Apprezzati anche i paesaggi collinari,“più dolci di quelli che ci sono da noi, ideali per la bicicletta. Il territorio romagnolo offre pianure vaste, sentieri impervi, percorsi scoscesi. Insomma opportunità di percorrenza per ogni tipo di ciclista, dal più caparbio al più motivato”. Molto gradita anche la nuova pista ciclabile che corre sul lungomare di Riccione, ideale per fare un giretto prima di cena. Una nota stonata, però, c’è. E sono le strade. “Nel complesso non ho trovato aspetti negativi in questa vacanza, tranne uno. La condizione delle strade. Da noi, a Cuneo, d’inverno nevica e il tempo, in generale, è certamente peggiore, ma le strade sono in uno stato molto migliore. Qui, in alcuni tratti, un ciclista rischia di farsi male”.

Tra i veterani delle vacanze su due ruote a Riccione, c’è Mauro Giovanni, 72 anni e da otto fedele al cicloturismo in Romagna. “Un anno sono andato in Toscana, ma non mi sono trovato bene” racconta. “I paesaggi erano belli anche là, ma l’organizzazione peggiore. Le escursioni non erano programmate bene come qua, non c’era un programma dedicato”. Oggi Mauro Giovanni ha fatto 98 Kilometri, è stato a Savignano e sulla Strada Ciocca. “I luoghi sono piacevoli, ma le strade sono pessime” conferma. “Perché il Comune non le mette a posto? Ma al di là di questo, la vacanza, l’organizzazione, i luoghi e il cibo sono esemplari. Si mangia bene e l’accoglienza è eccellente dappertutto, non soltanto in albergo”.

All’Hotel Sarti “pedala” anche un gruppo di tedeschi, affascinati dalle terre romagnole e dai prodotti che se ne ricavano. “Tutto il paesaggio è segnato dalla presenza degli ulivi e delle vigne. Ne abbiamo viste a Verucchio, Coriano, Montefiore, Montecolombo, Montegridolfo e Saludecio. Infatti, qua ci sono il vino e l’olio buoni”, concludono soddisfatti i “bike turisti”.

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