Che fine ha fatto Innovation Square?

di Simone Santini

Innovation Square, lo spazio riminese dedicato alle imprese dell’innovazione, è ancora attivo oppure no? A livello ufficiale, nulla sembra essere cambiato: non ci sono comunicazioni o annunci che parlino di una chiusura, o di un forte ridimensionamento, di questa realtà. Alcune segnalazioni, però, sollevano qualche dubbio. Secondo fonti vicine al progetto, che chiedono l’anonimato, Innovation Square sarebbe inattivo addirittura da prima dello scoppio della pandemia. Dubbi che aumentano se si guarda al sito ufficiale del progetto, dal quale emerge che gli ultimi eventi e le ultime iniziative organizzate risalgono alla fine del 2020. Non solo: è dello stesso periodo (autunno 2020) la notizia del trasferimento della Scuola per mediatori linguistici San Pellegrino a Palazzo Buonadrata, la struttura della Fondazione Carim che ospita proprio la sede di Innovation Square. Ennesimo elemento, sempre secondo le fonti, che confermerebbe il ridimensionamento delle attività di quest’ultimo. Che succede, dunque? Innovation Square prosegue oppure no?

Innovation Square – emerge dalle segnalazioni – era uno spazio in cui c’erano sedi di start up, un incubatore d’impresa che ha permesso di far nascere 13 realtà imprenditoriali in 3 anni e uno spazio adibito a diversi tipi di attività, dai convegni ai laboratori. Un sistema che era diventato un vero e proprio punto di riferimento per l’innovazione: imprese e associazioni di categoria utilizzavano quegli spazi per svolgere le proprie attività e i propri eventi, perché lo consideravano il luogo ideale per fare rete e innovazione. Tutto questo, oggi, non esiste più. Non esiste più in quei termini, con quell’impatto, con quell’efficacia e in quelle modalità”.

Un’occasione persa?

Il sistema che ruota attorno al progetto è costituito non solo dallo spazio di Innovation Square, ma anche dal concorso Nuove Idee Nuove Imprese, pensato per sviluppare idee embrionali di impresa attraverso attività formative e di supporto, anche economico, per trasformarle in vere e proprie realtà imprenditoriali, e da Primo Miglio, l’acceleratore di start up, impegnato nella ricerca di finanziamenti, bandi e crediti e in una ricca attività di consulenza. Realtà che negli anni hanno portato a risultati chiari: nel 2019, quando ancora le attività risultavano a pieno regime (e ultimo anno prima della pandemia), Rimini era la prima provincia in Regione per presenza di startup innovative, quarta a livello nazionale (dati de Il Sole 24 Ore, basati sul report del MISE e di Unioncamere e Infocamere). Oggi non è più così. Non solo. La rete di Innovation Square, puntando molto sull’aspetto dell’innovazione e dell’accompagnamento, rappresenta una risorsa estremamente preziosa per i giovani, in un periodo storico che li vede in difficoltà dal punto di vista imprenditoriale, almeno nel nostro territorio. Secondo i dati della Camera di Commercio della Romagna, infatti, nell’ultimo decennio la provincia di Rimini ha perso 1.267 imprese giovanili (ossia il cui titolare ha meno di 35 anni), che si traduce in un

-34% nell’intero periodo. A fronte di un trend del genere, dunque, a Rimini si è deciso di limitare quegli strumenti che potrebbero contribuire a un cambio di rotta, invece di potenziarli e valorizzarli?

“Attività potenziata con altre modalità”

Il Piano Strategico di Rimini, dai cui tavoli di confronto Innovation Square ha avuto origine, smentisce qualsiasi ipotesi di chiusura del progetto. Ma, allo stesso tempo, conferma un cambio di rotta. “Innovation Square esiste ancora. – spiega Valentina Ridolfi, coordinatrice dei progetti del Piano Strategico rimineseMa la sua attività è modificata rispetto agli inizi: con la nascita di Laboratorio Aperto, infatti, alcune attività sono confluite lì, perché è così che l’Ecosistema dell’innovazione è stato costruito”. L’Ecosistema dell’innovazione e della ricerca è un progetto della Regione Emilia-Romagna il cui scopo è costituire una rete di realtà che, in coordinamento tra loro, concorrano allo sviluppo di tutto il territorio regionale. Nel contesto di Rimini, si parla di realtà come il Tecnopolo, Laboratorio Aperto (spazio di confronto tra cittadini, ricerca, operatori economici e pubblica amministrazione) e, per l’appunto, Innovation Square. Le attività, dunque, si sono frammentate in questi diversi progetti? “Non si sono frammentate. – continua Ridolfi – Si sono ampliate e potenziate: con Laboratorio Aperto è nato un altro spazio con funzioni simili, anche se non analoghe, con il quale Innovation Square dialoga e si rapporta. Modalità, dunque, diverse dal passato ma che rientrano pur sempre nell’ambito di quell’ecosistema dell’innovazione che la Regione ha progettato”.

Le attività si sono modificate, ma secondo alcune segnalazioni sarebbe stata addirittura chiusa la stessa sede di Innovation Square a Palazzo Buonadrata, dove ora si trova la Scuola per mediatori linguistici San Pellegrino. “Non è così. – ribadisce la coordinatrice del Piano Strategico – La Scuola non è stata posta dove c’è la sede di Innovation Square, ma in altri spazi disponibili della Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini”. Quali sono le attività poste in essere con queste nuove modalità? “Si tratta di attività di co-working, co-progettazione, digitalizzazione e alfabetizzazione digitale (così come concepito all’interno della strategia regionale dell’alfabetizzazione). Non solo: anche eventi, momenti di co-progettazione con gli stakeholder e laboratori”.

Che questo cambio di rotta sia efficace o meno, saranno i numeri a stabilirlo.