Casteldelci: un tuffo nella natura

Da Pennabilli per raggiungere Casteldelci, di cui si sono rintracciate le prime notizie nel XII secolo, ci sono meno di 15 km, che in auto si percorrono in un quarto d’ora. La strada per raggiungere il Borgo del paese, a 600 mt di altidudine, costeggia, per un lungo tratto, il torrente  Senatello, in questa estate torrida quasi secco, affluente del Marecchia. Il traffico è quasi inesistente, perché Casteldelci ha solo 370 abitanti e rappresenta il comune più piccolo della provincia di Rimini, dove è entrato, come gli altri dell’Alta Valmarecchia, sempre nel 2009. Percorrendo la strada in una torrida giornata estiva, l’unica compagnia di viaggio è il coro stridulo e a tratti assordante (è il canto del maschio per richiamare la femmina) delle cicale.

Nel primo dopoguerra, mi spiega il sindaco Fabiano Tonielli, i residenti erano circa 1.600, poi l’abbandono dei piccoli comuni di montagna ha fatto il resto. E c’èrano buone ragioni per andarsene, se consideriamo che il comune, incastonato tra Toscana ed Emilia Romagna, viveva praticamente isolato. La strada provinciale, che oggi ne consente l’accesso, è stata aperta negli anni sessanta. Prima il paese era irraggiungibile e ci si poteva spostare solo utilizzando i sentieri di campagna o il letto del torrente, quando non era in piena.

Inutile aggiungere che è anche il Comune più anziano: un terzo della popolazione ha infatti superato i sessantacinquenni e solo un residente su dieci ha meno di 14 anni.

Di bambini/e ne nascono due-tre l’anno, troppo pochi per avere un asilo o una scuola. L’ultima elementare è stata chiusa nel 2013. Questo vuol dire che i 25 bambini in età scolare devono essere trasferiti e accompagnati tutti i giorni, a spese dell’Amministrazione (70 mila € l’anno), nelle strutture scolastiche di Pennabilli, a cui sono stati destinati. E’ accaduto nell’epoca del taglio dei costi, della scuola come impresa, senza nessuna considerazione per il suo ruolo di aggregazione nelle piccole comunità. Un ulteriore fattore di espulsione della popolazione giovane.

Gli abitanti sono pochi ma hanno il vantaggio di poter spaziare su un territorio molto vasto, 50 kmq. è infatti l’estensione del comune, con una densità di appena 7 abitanti per kmq. (Rimini ha più di mille abitanti/kmq). Vuol dire, ci tiene a sottolineare il Sindaco, che il Comune si deve fare carico della manutenzione, e d’inverno della liberazione dalla neve, di circa cento chilometri di strade comunali.

Delle 62 imprese attive nel 2021 (erano 71 un decennio prima), 38 sono agricole e 9 manifatturiere. Ma non mancano imprese che operano nel settore turistico (alloggio e ristorazione): in tutto sono 6. Passeggiando nel Borgo è facile incontrare un B&B, vicino all’Ufficio Postale, e poco distante un hotel di tre stelle superiore, di recente ristrutturato.

Che qualcosa si stia muovendo lo testimonia un altro dato: per un lungo periodo nel Borgo non si è venduto una casa, oggi è praticamente impossibile trovarne una. Ci sono acquirenti di seconde case, magari vecchi residenti, ma anche professionisti che vogliono vivere in un posto tranquillo, potendo  lavorare a distanza. Altri immobili, come abbiamo visto, sono stati trasformati in strutture ricettive.

Un nuovo movimento che si potrà giovare dell’arrivo della fibra ottica, per un internet veloce, in tutte la case (cosa che per tanti comuni della costa è ben lungi dall’avvenire), a partire dai prossimi mesi.  

A questo ritrovato dinamismo di Casteldelci ha contribuito anche l’apertura dell’Eco Park, sulla sinistra, prima di arrivare al Borgo. E’il frutto, come si legge nella presentazione “ ..della progettualità di questa amministrazione comunale, dell’impegno dell’associazione Pro Loco, del lavoro dei volontari di Casteldelci per la valorizzazione del territorio, con la collaborazione della Provincia di Rimini, offrendo, all’interno di un’area naturale incontaminata, attività ricreative, ludiche, sportive e di turismo montano”.

Aperto da giugno a settembre, l’Eco Park, che l’anno scorso ha ricevuto 20 mila visite, è gestito dalla Cooperativa di comunità Incanti Delcesi, sorta nel 2021, dopo un percorso partecipato, da una quarantina di soci, tra singoli e imprese.

Gli accordi in corso con hotel della costa e della montagna (Balze), per offrire ai loro clienti un tuffo nella natura incontaminata, miglioreranno di sicuro questi numeri. Una realtà, quella del Parco, che valorizza il territorio e crea lavoro, come testimoniano le sei persone, di cui tre stagionali, attualmente occupate. Lavoro necessario per far salire i 13 mila euro delle dichiarazioni dei redditi 2020, la cifra più bassa della provincia.

Sulla pagina Facebook di Eco Park programmi e opportunità.

STORIA

Giulia: ritorno a Casteldelci

L’Eco Park, almeno d’estate, è anche il luogo di ritrovo dei giovani e meno giovani del paese. Qui incontro Giulia, che andando un po’ controcorrente, da Milano, dove lavorava, ha deciso di tornare a vivere a Casteldelci, dove è nata e cresciuta. Ma andiamo con ordine. Giulia ha 29 anni, ha fatto le superiori a Novafeltria, poi l’Università, Facoltà di economia dell’impresa, quindi specializzazione in Scienze statistiche, finanziarie ed attuariali nel Polo di Rimini. Finiti gli studi, nel 2019, si da subito da fare ed avendo deciso di trasferirsi a Milano comincia ad inviare curriculum. Viene assunta da una società di consulenza in campo bancario e assicurativo. Poco dopo arriva il covid e sperimenta il lavoro da casa. Quattro mesi chiusa in un appartamento, che divideva con altre persone. Una esperienza utile ma un po’ alienante, ci tiene a sottolineare. Matura l’idea di tornare a casa. Tanto lavorare da casa a Milano o Casteldelci non fa gran differenza. I clienti nemmeno se ne accorgono. Nel 2021 torna a Casteldelci e per un certo periodo continua col vecchio lavoro. Poi, non contenta, si licenzia e ne trova un altro, tramite Linkedin, in una impresa della zona. Domanda: perché sei tornata ? Risposta: per una qualità della vita migliore, perché amo vivere nella natura e senza frenesia. Chissà non sia l’inizio di una inversione di tendenza, anche per i nostri piccoli comuni dell’entroterra.

Il Borgo