"Chi non spera l’insperabile non lo scoprirà, poiché è chiuso alla ricerca, e a esso non porta nessuna strada"
ERACLITO (535-470 a.C)

dicembre: 2017
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Capodanno televisivo riminese: ottimo, se pubblico

Strano destino quello del capodanno televisivo targato Rai, tanto desiderato ed esaltato nelle dichiarazioni per le sue ricadute sull’immagine e l’economia turistica locale, quanto modesto nei numeri (almeno quelli ufficiali).

Gli albergatori vogliono il Capodanno Rai in Piazzale Fellini titolavano i giornali nell’ottobre 2010, quando ancora era in forse la celebrazione televisiva dell’evento. “Questa festa crea un indotto enorme…è ora di finirla con la demagogia” interveniva la Presidente dell’Associazione albergatori.

Oltre 600 (qualcuno dice 500) gli alberghi che ne beneficerebbero. In conclusione, ad un costo superiore a 700 mila euro, di cui 500 mila messi direttamente dal Comune di Rimini, per l’ottava volta consecutiva (la prima edizione risale al 2003) il Capodanno Rai va in onda da Rimini anche nel 2010.

A festa conclusa l’Assessore regionale al turismo parla di 10 milioni di telespettatori (qualche giornale si ferma a 5 milioni) e 50 mila presenze in piazza,  e sull’onda dell’entusiasmo dichiara: “Non lasciamoci scappare il Capodanno Rai l’anno prossimo (cioè quello del 2011 ndr)”.

Ma non fa in tempo ad entrare l’anno nuovo (2011) che già in molti si cominciano a chiedere chi pagherà quello venturo. Ora prima di  discutere di cosa fare il  prossimo fine anno, sarà meglio dare un’occhiata agli arrivi e alle presenze dell’ultimo decennio, nel comune di Rimini. Certo la ricaduta di un evento, prevalentemente televisivo, non si misura solo sui numeri del mese di riferimento (a questo punto si potrebbe sempre obiettare  la mancanza di una seria valutazione d’impatto), ma non è nemmeno indifferente, visti gli entusiasmi raccolti a caldo.

I risultati sono che negli ultimi tre anni (2007-2010) c’è stata una caduta sia degli arrivi (da 42 a 36 mila),  che delle presenze (da 128 mila  a 102 mila).   Il capodanno televisivo probabilmente ha prodotto qualche risultato dal 2003 (il primo anno in tv) al 2006, anno di  picco massimo per le presenze nel decennio.  Poi però l’effetto sembra svanire, fino ad arrivare all’ultimo capodanno con numeri largamente inferiori a quelli pre-capodanni televisivi.  Per intenderci, nel duemila, sempre a dicembre, c’erano più arrivi e presenze del 2010.

Ora, di fronte a questi risultati chiedersi se la spesa vale il risultato non è per niente un esercizio inutile.  D’altra parte, se, come molti  dichiarano, i risultati sono così “entusiastici” non si spiega la ritrosia ad investire in  proprio senza attingere, in piena crisi e con i tagli che i comuni si ritrovano,  alle casse Pubbliche. In fondo sarebbe sufficiente che i seicento alberghi aperti per capodanno mettessero mille euro a testa, non è una grande cifra, per coprire le spese del capodanno televisivo. Ma sembra che nessuno si sia fatto vivo.

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