"Chi non spera l’insperabile non lo scoprirà, poiché è chiuso alla ricerca, e a esso non porta nessuna strada"
ERACLITO (535-470 a.C)

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Biotechnology Symposium a Rimini: le ricadute economiche di un evento internazionale

IBS 2010, il logo, che da anche il titolo al sito (www.ibs2010.org) , sta per 14° Simposio ed Esposizione Internazionale  delle Biotecnologie. Una Conferenza itinerante che si tiene ogni due anni in un paese diverso. Nel 2008  è capitato in Cina, questa volta è il turno dell’Italia, dove manca da un trentennio, grazie agli auspici e all’impegno profuso dal Prof. Fabio Fava, ordinario di Biotecnologie industriali e Biotecnologie ambientali presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università di Bologna, membro del comitato scientifico di Ecomondo, la Fiera annuale sull’ambiente, nonché Presidente di questa edizione dell’IBS 2010. 

Il Simposio sarà aperto dal Professore Aaron Ciechanover, biologo israeliano e premio Nobel per la Chimica nel 2004.

Sono attesi 1.500 partecipanti, circa 400 dall’Italia e tutto il resto dall’estero, di cui un terzo dal Continente asiatico, prevalentemente dalla Corea del Sud (130), dove si terrà l’edizione 2012,  dal Giappone (99) e dalla Cina (46). Per inciso, questo da anche la misura dell’investimento che alcuni Paesi emergenti stanno facendo in un segmento importante delle tecnologie del domani.      

Che un evento di questa rilevanza si tenga a Rimini, uscita vincente da una agguerrita concorrenza, dal 14 al 18 settembre prossimi, nella nuova sede del Palacongressi,  non poteva rappresentare un’apertura migliore. Ma visto che il nuovo Palacongressi dovrà “vivere” di questo, è anche l’occasione  per fare due conti, cioè per capire quanto porta alla città e al  territorio un evento congressuale.  In breve, qual’è la sua ricaduta economica, che vuol dire reddito, lavoro, remunerazione degli investimenti,  ecc.

Ne abbiamo parlato con Virna Vicenzi, Responsabile per Adria Congrex dell’organizzazione del Simposio, che ci sta lavorando, con un gruppo di quattro giovani collaboratori, da più di un anno, tra cui Valentina Battarra, che ha pazientemente elaborato i dati dei partecipanti.

Cominciamo dalle camere prenotate, prevalentemente nella zona di Marina Centro, precisando però che le prenotazioni gestite da Adria Congrex coprono circa la metà dei partecipanti iscritti, avendo il resto scelto di farlo direttamente o per altri canali: al momento (i partecipanti registrati all’inizio di agosto sono un po’ meno di 1.400)  sono 607, di cui 239 in alberghi di tre stelle (più della metà tre stelle superiori),  283 in quattro stelle (circa metà quattro stelle superiori), infine 85 in strutture a due stelle. Nessuno ha invece prenotato in un hotel di cinque stelle o superiore.  Considerando le premesse è ipotizzabile che quando tutti avranno scelto dove alloggiare, le camere occupate raddoppieranno, superando facilmente il migliaio di unità.

Aggiungendo che le permanenze oscillano da una a nove notti, ma che  la maggioranza si trattiene per 4-6 notti, con una media pro capite di poco superiore alle 4 notti,  fa un totale, per tutti i partecipanti, di almeno 6 mila notti (che poi sono le famose presenze turistiche).

Le tariffe per notte di una singola, che include solo la prima colazione, variano da 63 euro di un quattro stelle superiore a 32 euro di un due stelle, con una media di 47 euro, che moltiplicato per il numero complessivo delle notti da un fatturato totale per il settore alberghiero di circa  282 mila euro.

“Poi, suggerisce Virna Vicenzi, tutti consumeranno una cena giornaliera, che ad un costo minimo di 15 euro (ed ipotizzando 3 cene per persona) sono altri 67 mila euro, questa volta a beneficio dei ristoranti”. 

Il pranzo, “leggero” ci tiene a sottolineare la Vicenzi, è invece compreso nella quota di iscrizione, che vale 250 euro per persona.

Trasporti: se un minimo di 200 persone prenderanno il taxi tutti i giorni, per andare e venire dall’albergo, ad una tariffa per tratta di 15 euro (30 andata più ritorno),  per tre giorni sono altri 18 mila euro,  che sommati ai 3 mila euro  (ipotizzando che 500 persone si spostino invece in Tram e tutti gli altri a piedi o con la bicicletta dell’albergo) incassati dal trasporto pubblico, fa un  fatturato totale per i trasporti della città di almeno 21 mila euro.

E difficile poi andare in una città di un altro paese, magari per la prima volta,  senza portare a casa un regalo, un gadget o comunque un ricordo: ipotizzando ancora una volta una spesa media minima pro capite per gli extra  di altri 30 euro, fanno ulteriori 45 mila euro disseminati sul territorio.

Il costo del Palacongressi,  con servizi annessi, che è  una spesa per gli organizzatori ma un incasso per la struttura, ammonta a 200 mila euro (50 mila euro al giorno). Cui sono da aggiungere 6-7 mila euro per la segnaletica e la cartellonistica del Simposio, intorno o nei pressi del logo dell’evento.

Infine i costi vivi dell’Organizzazione dell’evento, cioè di chi sul territorio ci lavora, che stimiamo in 50 mila euro.

Sommando tutte le voci si ottiene così una ricaduta  totale del Simposio di poco inferiore a 700 mila euro. Cifra da prendere come base minima, perché molte voci sono state stimate al valore più basso.

n pratica  500 euro per visitatore, che per una permanenza media di quattro giorni  fanno all’incirca 125 euro al giorno (presenza).

BOX

Il congressuale di Rimini

 Nel 2009 le strutture congressuali  (hotel e pala congressi) della Provincia di Rimini hanno ospitato 6.820 incontri, cui hanno partecipato 1,12 milioni di congressisti totalizzando 2,6 milioni di presenze congressuali (su un totale di presenze, per la Riviera, superiore a 15 milioni).  Rispetto al 2008 c’è stato un leggero calo degli incontri e dei partecipanti, compensato però da un aumento (3% circa)  delle presenze.

Nell’ipotesi di una spesa minima per congressista di 125 euro (come sopra calcolato) al giorno,  fanno 650 milioni di euro, più del  fatturato di SCM Group, che fabbrica macchine per la lavorazione del legno.

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