Big Project: progettazione d’autore

di Martina Bacchetta

Big Project è un’azienda, con sede a Santarcangelo di Romagna, che si occupa di progettazione meccanica industriale, manualistica, brevetti e assistenza software. Il fondatore, Marco Domeniconi spiega com’è nata e come si è sviluppata nel tempo. “Il nostro nome rappresenta un po’ quello che effettivamente facciamo. Come dir si voglia in italiano, tendiamo a rivolgerci più all’inglese, comunque ci occupiamo di progettare per le aziende”.

Quale il settore a cui vi dedicate nello specifico?

“Progettazioni meccaniche industriali nel settore principale del metalmeccanico, specialmente qui in Italia, con qualche aggancio anche estero. Lavoriamo per aziende costruttrici di macchinari di vario genere, soprattutto di stampo alimentare e farmaceutico: macchinari di etichettatura, riempimento, packaging e confezionamento. Altri settori possono essere quello plastico, di stampaggio, per i quali creiamo anche dei giochi di design”

Da quanto tempo è in attività Big Project?

“Io sono il fondatore e partivo da libero professionista venti o venticinque anni fa. Nel corso del tempo l’impresa si è ingrandita sia fisicamente sia a livello di importanza nel settore, e dal 2018 in particolare vi è la Big Project Srl. Nel nostro mestiere si vive soprattutto di passaparola, è così che i nostri clienti si sono sempre moltiplicati. La costanza, la serietà e – mi permetto di aggiungere – anche la bravura sono gli ingredienti principali della nostra buona riuscita, specialmente in territorio emiliano-romagnolo”

Quanti sono attualmente i lavoratori impegnati in azienda?

“Il nostro organico conta una ventina di dipendenti, ognuno con delle specifiche caratteristiche che arricchiscono Big Project e le permettono di espandersi in continuazione. È un numero – quello dei lavoratori – che va via via sempre crescendo”

Quale tipologia di istruzione o titolo di studio traccia meglio il profilo del lavoratore ideale per Big Project?

“Sicuramente il requisito principale è il titolo di studi conseguito in una scuola tecnica meccanica o meccatronica. Periti e ingegneri meccanici, soprattutto. Ultimamente sono stati organizzati alcuni corsi specializzati nel territorio di Rimini, in cui noi come azienda svolgiamo docenza, che mirano a formare nuove figure professionali proprie di questo ambito. Si tratta di un biennio di meccatronica indirizzato soprattutto a chi magari si ritrova in tasca tutt’altra tipologia di percorso scolastico e questo è sufficiente per recuperare le competenze base del lavoro. Il dilemma ‘con esperienza o senza esperienza’ a Big Project non gioca alcun ruolo decisivo. Infatti all’interno della nostra sede formiamo nuovi dipendenti e gli offriamo, nel tempo, l’importante possibilità di crescita professionale. Ci sono i disegnatori senior; quelli di medium level e poi i junior. Possiamo permetterci ogni anno di assumere due o tre disegnatori per poi formarli e farli salire di livello in base a quelle che sono le attitudini e le caratteristiche individuali. La maggior parte dei lavoratori ambisce al posto tecnico al pc, ma esistono figure che magari sono più adatte al lavoro manuale o a quello svolto nel laboratorio di officina, questo poi lo si appura con il tempo”

Ed è facile, qui nel territorio, reperire queste specifiche figure professionali?

“Nel nostro territorio è difficilissimo, quasi impossibile. Un motivo eclatante, sicuramente, è che le aziende più importanti tendono ad avere già un certo numero di disegnatori tecnici con una certa esperienza e, come da attitudine propria della Romagna – se non dell’Italia in generale – la maggior parte di essi una volta raggiunti determinati obbiettivi lavorativi non è molto propensa al cambio di azienda, salvo non venga economicamente o moralmente trattata male, ecco. Il risultato? La rosa di disegnatori importanti lo trattengono queste imprese importanti! Per quelle intermedie o piccole è molto più difficile trovare personale adatto. Certo, ogni anno si diplomano in media cento o duecento periti meccanici, ma ce ne vorrebbero almeno il doppio. Diciamo proprio che è una figura professionale davvero carente”.