"Chi non spera l’insperabile non lo scoprirà, poiché è chiuso alla ricerca, e a esso non porta nessuna strada"
ERACLITO (535-470 a.C)

dicembre: 2017
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Banche, ricapitalizzazione a spese dei clienti !

L’EBA (European Banking Authority),  l’Autorità bancaria europea che dal  gennaio 2011 ha il compito di sorvegliare il mercato, viste le turbolenze degli ultimi tempi che hanno messo in discussione la solidità di molte di loro, ha chiesto ad un gruppo di italiane (ma non solo), in particolare Intesa San Paolo, Unicredit, Mps, Ubi Banca e Banco Popolare, di trovare entro giugno prossimo 15 miliardi di euro circa per ricapitalizzarsi (la metà solo per UniCredit), cioè diventare più solide in modo da sopportare meglio eventuali perdite.

La speranza, viste le cifre da raccogliere, è che non si debbano più leggere di compensi favolosi date agli amministratori, ma lo scetticismo, dati i precedenti, è d’obbligo.  Nel frattempo, mentre la Banca centrale europea abbassa il tasso di interesse per cercare di rianimare l’economia, diverse banche, come ci segnala un attento lettore, stanno andando in direzione esattamente contraria. Per esempio,  l’UniCredit di Rimini ha fatto recapitare ad una impresa locale una comunicazione in cui gli si annuncia che, per il suo fido, tra l’altro piccolo, a decorrere dal 15 dicembre, il tasso da pagare salirà dal 11,25 ad 11,50 per cento.

Questo per le aziende, ma non va diversamente per un risparmiatore. Infatti la stessa UniCredit, ma un’altra filiale, con data 6 ottobre 2011, ha inviato una comunicazione in cui si leggono i seguenti rincari per i servizi offerti: gestione e amministrazione di strumenti finanziari da 39,78 a 42,76 euro (+7,4%), commissione di negoziazione per i Bot da 6,00 a 6,45 euro (+7,5%), commissione di negoziazione di azioni, warrant, fondi chiusi, ecc., sul mercato italiano da 19,57 a 21,03 euro (+7,4%), spese di negoziazione per obbligazioni  e azioni Italia da 6,18 a 6,64 euro (+7,4%), ecc. Insomma, come potete ben leggere, UniCredit sta annunciando ai suoi clienti che le sue tariffe sono aumentate del 7,4% quasi il doppio dell’inflazione di quest’anno. Questo, ricordiamolo, dopo aver pagato al suo ex amministratore, in piena crisi finanziaria,  una liquidazione di 40 milioni di euro.

Ma le lettere di “modifica unilaterale del contratto c/c”, come sono chiamate le comunicazione che le banche inviano ai loro correntisti, non finiscono qui. Da un’altra, del 26 ottobre 2011, del Banco di Credito “Valmarecchia” si apprende, tra l’altro, che se avete qualche risparmio sul conto vi daranno lo 0,0625%, ma se andate in rosso dovete pagare il 10,9%  cioè 174 volte di più. A questo punto il sospetto che la ricapitalizzazione delle banche possa avvenire più a spese dei clienti che dei soci-azionisti non è molto lontano dalla realtà.

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