"Chi non spera l’insperabile non lo scoprirà, poiché è chiuso alla ricerca, e a esso non porta nessuna strada"
ERACLITO (535-470 a.C)

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Banche: la rivincita delle piccole

di Mauro Bianchi

Quando si parlava di banche alcuni anni fa si usava la metafora della “foresta pietrificata” per indicare un sistema ingessato, senza concorrenza perché protetto, squilibrato nel rapporto con l’utenza. I processi di privatizzazione che hanno coinvolto il sistema bancario negli anni ’80 e la finanziarizzazione del mercato degli anni ’90 senza coerenti visioni etiche hanno posto le premesse per il crack globale degli ultimi due anni. Il panorama senbra cambiare, almeno per le banche.

Cambia qualcosa anche per noi utenti e consumatori locali ? Forse sì, e non tutto in peggio. Qual è il quadro attuale, e le sue linee di tendenza? Cosa si prospetta per il futuro ?

 Il contesto bancario nella Regione Emilia-Romagna è caratterizzato da elevati livelli di concorrenza. Tanto per avere una idea, i comuni serviti dalle banche nel 2000 erano 328, nel 2008 sono 330 con una variazione dello 0,6%.Il numero di “marchi bancari” presenti in regione passa da 119 del 2000 a 137 del 2008, con un incremento del 15,1%. Il numero di sportelli aumenta in misura esponenziale: da 2840 nel 2000 ai 3605 del 2008, quasi un 30% in più. Il rapporto sportelli/abitante (/000) passa da 0,72 del 2000 a 0,85 del 2008. In Italia invece il numero medio di sportelli per 1000 abitanti è di 0,57 nel 2008.

Anche il mondo del credito è stato sconquassato da una sua piccola rivoluzione locale: sta prendendo piede una sorta di federalismo bancario. Sarà che i colossi mondiali del credito sono stati ridicolizzati dalla crisi finanziaria, e che la corsa all’integrazione verticale dei grandi istituti nazionali degli anni ’90 ha prodotto anche diseconomie oltre che crisi reputazionale, ora la parola d’ordine è “si torna al territorio”.

Abbiamo esaminato i dati della Banca d’Italia sul sistema bancario regionale, e abbiamo una conferma di questa chiave di lettura.  Il panorama competitivo regionale si è fortemente modificato, coinvolgendo ogni livello provinciale, compreso quello riminese.   Almeno due sono gli elementi da mettere in luce:

Una significativa espansione nella distribuzione degli sportelli per tutti gli anni novanta (+41%) e fino al 2008 (+27%) indice di una copertura del territorio estremamente capillare che permette di drenare risparmio in misura significativa . 

A partire dalla fine degli anni novanta una forte dinamicità del sistema cooperativo del credito, dovuto a modificazione negli assetti strutturali, organizzativi e di governo societario con forte radicamento sul territorio, relazioni di lungo periodo con la clientela, buona dotazione patrimoniale. Sono circa 230 i nuovi sportelli delle BCC a livello regionale sorti tra il 2000 e il 2008 in risposta alle istanze delle comunità locali di volersi dotare di un interlocutore bancario più vicino e più “piccolo”. Invece l’incremento di sportelli di altre banche-sia locali che nazionali- nello stesso periodo è di meno della metà (+24%).

 Sul piano provinciale a fine 2009 si registravano 294 sportelli (4 in meno rispetto al 2008) di cui 181 di banche Spa (61%) e 71 di banche di credito cooperativo (24%), ma anche sul territorio riminese si presenta un trend negativo di diffusione per le banche Spa tra il 2005 e il 2009 a fronte di un incremento per le Bcc nello stesso periodo.

La distribuzione del’intermediato a livello provinciale dimostra una sostanziale disparità di  valori tra Emilia e Romagna. Sia a livello di credito erogato, sia a livello di depositi custoditi nelle banche i valori espressi portano ad una configurazione bipolare che si snoda lungo l’asse della Via Emilia, con la massima concentrazione nell’area centro-emiliana – in particolare nelle province di Modena e Bologna: in queste ultime due province è concentrato infatti il 43% del totale degli impieghi delle banche a livello regionale, ed il 44% del totale dei depositi in Emilia-Romagna.

La provincia di Rimini con 11,26 ml di euro è la settima su 9 province per livello di impieghi – pari al 7,3% del totale regionale e per quantità di  depositi (con 5 ml. di euro pari al 6,4% del totale regionale).

Sul piano locale si conferma un dato che già avevamo messo in luce in articoli precedenti su Tre, vale a dire che il differenziale di crescita specie degli impieghi delle piccole banche rispetto alle altre banche, soprattutto grandi, testimonia come la banca locale sia propensa a continuare a erogare credito anche in momenti di difficoltà.

Nella tabella che segue riportiamo i dati dei prestiti e dei depositi in  provincia di Rimini dal 2005 al 2009. Osserviamo che l’erogazione del credito è progressivamente aumentata per le banche minori (cioè le banche locali) negli ultimi 5 anni,  a fronte della contrazione graduale delle Banche Spa.

Il sistema bancario

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