"Chi non spera l’insperabile non lo scoprirà, poiché è chiuso alla ricerca, e a esso non porta nessuna strada"
ERACLITO (535-470 a.C)

settembre: 2017
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Artigianato

P1020269Riscopri oggi l’arte del merletto a tombolo attraverso le abili mani di Nonna Teresa, marchigiana di origine trasferitasi a Rimini nel dopoguerra, che fa rivivere attraverso i suoi lavori l’antica tradizione offidana. In questa pagina troverai informazioni utili su questa centenaria tradizione nonché una galleria di presentazione dei lavori di Nonna Teresa.

Per cominciare, che cos’è il merletto a tombolo?

L’arte del merletto a tombolo costituisce una tradizione tipicamente femminile che si fa risalire al 1400 quando iniziò a diffondersi presso i ceti popolari per poi passare alle comunità religiose ed alle famiglie aristocratiche. In particolare, fu ad opera delle suore benedettine, giunte ad 0ffida (Ascoli Piceno, Marche) nel 1655, che la pratica del merletto acquistò il carattere di massa e si sviluppò una produzione artigianale considerevole: dalle tovaglie di altare ai manti, dalle gorgiere principesche ai camici prelatizi. I merletti realizzati con la tecnica del tombolo sono utilizzati come decorazione di tovaglie, tende, lenzuola, come abbellimento per parti d’abbigliamento o come vere e proprie opere artistiche. Nel mondo ci sono tantissimi tipi di lavorazione al tombolo e nella sola Italia troviamo diversi tipi di tombolo e diversi utensili utilizzati per questo tipo di lavorazione (che consta della tradizione friulana e valdostana oltre a quella offidana). Caso unico nell’artigianato femminile dell’Italia centro-meridionale, la produzione del merletto a tombolo si afferma come utile contributo alle entrate familiari.

I lavori del merletto e dei pizzi a tombolo più usati sono: il “punto rinascimento” (7 coppie di fuselli) con i suoi arabeschi esagonali a nido d’ape, il “punto Venezia” (9-10 coppie di fuselli) arricchito da “riccioli” simili al motivo etrusco dell’onda e della viola in varie forme di fiore, ed infine, il preziosissimo “pizzo antico”.

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Tecnicamente, il tombolo è un cuscino di forma cilindrica, rivestito di tela verde per non affaticare la vista. Il tombolo è imbottito di segatura finissima ben pressata ed è utilizzato appoggiato su un cesto di vimini o su un supporto da terra in legno, fisso o chiudibile. Sul tombolo si applica il disegno che può essere un’eliografia, una fotocopia semplice oppure un cartoncino. Il disegno prima di essere fissato al tombolo viene ricoperto con un foglio adesivo di acetato antiriflesso e colorato in verde. Questa pellicola serve per proteggere il pizzo da eventuali perdite di colore del disegno; gli spilli tengono il pizzo fissato al tombolo ed impediscono la rottura del disegno a causa del loro posizionamento, posizionamento che verrà mantenuto tale sino alla fine del lavoro. Il pizzo si realizzava una volta con filo di lino o seta oggi con svariati tipi di materiale dal cotone, alla lana, alla canapa, ai filati sintetici. I fuselli, invece, sono piccoli strumenti di legno di varie forme e misure; possono essere in osso e oggi si trovano anche in plastica. I fuselli si usano sempre in coppia. Il lavoro a tombolo si esegue mediante due movimenti principali dei fuselli, chiamati rispettivamente giro o torsione ed incrocio, tramite i quali si possono realizzare tutti i tipi di punto.

Scopri i merletti a tombolo di Nonna Teresa sfogliando la galleria sottostante.


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