"Chi non spera l’insperabile non lo scoprirà, poiché è chiuso alla ricerca, e a esso non porta nessuna strada"
ERACLITO (535-470 a.C)

dicembre: 2017
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Anche gli “altri “ hanno fatto debiti

Le ultime difficoltà, causa un alto indebitamento, di Paesi come l’Irlanda, la Grecia, il Portogallo, la Spagna e l’Italia, che li hanno messi al centro dei riflettori e delle misure di sostegno dell’Unione Europea e della Banca Centrale Europea (Bce),  possono aver generato l’idea che, soprattutto in Europa, c’è un gruppo di paesi, in particolare mediterranei, più indisciplinati, in termini di bilanci, di altri, del Nord Europa, che al contrario hanno trasmesso l’idea di essere più inclini al rigore e alla responsabilità.

Premesso che i debiti, quando legittimi (per esempio, non lo sono quelli delle dittature, fatti alle spalle dei popoli), vanno onorati senza per questo ridurre alla fame il debitore, momenti di difficoltà ci sono stati per tutti, come ci ricorda il volume di Reinhart e Rogoff  “This time is different”(Questa volta è differente), anche per i paesi che oggi vogliono dare lezione di virtuosismo.

Senza andare troppo indietro nella storia (il primo a non ripagare i suoi debiti, nell’anno 1340, fu Eduardo III d’Inghilterra che costò il fallimento dei banchieri fiorentini Peruzzi e Bardi), dal 1800 al 2009 nel mondo ci sono stati 250 episodi documentati di crisi del debito estero, più altri 68 casi  di crisi del debito interno.

Solo a partire dal 1900, in Europa,  hanno avuto problemi col debito estero l’Austria nel 1938 e nel 1940, la Germania nel 1932 e nel 1939, la Grecia nel 1932,  la Polonia nel 1936, nel 1940 e nel 1981, poi la Russia nel 1918, nel 1991 e nel 1998.

Come si vede, dal novecento in poi, i Paesi oggi incriminati non ci sono, anche se sono incorsi in crisi per troppi debiti in epoche precedenti: il Portogallo nel 1560, 1828, 1837, 1841, 1845, 1852 e 1890,  la Spagna nel 1557, 1575, 1596, 1607, 1622, 1647, 1809, 1820, 1831, 1834, 1851, 1867, 1872 e 1882.  L’Italia ?  Dal 1800 in poi solo una volta.

Se aggiungiamo le crisi causate da un eccesso di debito interno, cioè degli Stati nei confronti dei propri cittadini-risparmiatori, l’Austria ha avuto la sua crisi interna nel 1945, la Germania nel 1948, la Grecia e l’Inghilterra nel 1932, la Spagna nel periodo 1936-’39.

Certo, è passato qualche decennio, non c’era l’Unione Europea ed il mondo è cambiato, ma resta pur sempre il fatto che nella storia economica degli Stati nessuno può vantare percorsi linearmente virtuosi. Questo non giustifica l’indebitamento eccessivo degli Stati di oggi, soprattutto se risultato di politiche e politici irresponsabili, comunque votati perché stiamo parlando di democrazie, ma consente di guadare agli errori commessi con un respiro storico maggiore, senza ricorrere al furore di ideologie economiche, che magari a loro è stato risparmiato, che rischiano uccidere il malato per curare il male. Cioè di affamare popoli interi (lo sapevate che ad Atene, questo inverno, l’inquinamento è salito alle stelle perché la gente non potendo comprare gasolio da riscaldamento brucia legna di scarto ?) per chiedergli di pagare i debiti.

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