"Chi non spera l’insperabile non lo scoprirà, poiché è chiuso alla ricerca, e a esso non porta nessuna strada"
ERACLITO (535-470 a.C)

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Ambiente urbano: segnali di miglioramento

Un buon ambiente fa bene ai residenti, ma anche ai turisti. Anzi, da qualche tempo è diventato un potente vantaggio competitivo.  Perché a nessuno fa piacere godersi le vacanze dove regna inquinamento, distruzione del paesaggio, sprechi, rumore e quant’altro di negativo si possa offrire.

L’ambiente è fatto di tante sfaccettature che si può raccontare utilizzando indicatori  che ne mostrano lo stato e i suoi cambiamenti.  In questo caso le informazioni utilizzate si riferiscono al 2016 e sono le più aggiornate disponibili.  Il confronto con altri comuni capoluogo  è utile per segnalare la posizione relativa.  Se, cioè, si sta facendo meglio o peggio di altri.

Cominciamo dalla mobilità, che ha un peso rilevante nelle emissioni in atmosfera.  Rimini, dopo Bologna, è il capoluogo regionale col maggior numero di veicoli circolanti, di trasporto e commerciali,  in rapporto all’estensione territoriale: 974 per km2 e senza nessun segnale di miglioramento negli ultimi anni.  Numero che rappresenta il doppio di Forlì e più del quadruplo di Ravenna.  Aggiungendo i turisti, che in maggioranza arrivano in auto,  è facile intuire le conseguenze, per il traffico, la qualità dell’aria e perfino i rumori.

Di mobilità sostenibile si parla da tempo, ma a parte il TRC, che agirà sul fronte mare, di interventi significativi se ne vedono pochi.    Il servizio taxi, se fosse più economico, potrebbe spingere molti a lasciare a casa la macchina, ma le licenze assegnate in provincia sono appena 137, addirittura 12 in meno di quelle previste (RER, Monitoraggio mobilità 2017).  Licenze che sono le stesse da quasi trent’anni, quando la popolazione era anche meno, e ce ne sono 0,5 ogni mille residenti, contro 1,8 di Bologna e  3,6 di Barcellona.  Solo per avvicinarsi al livello di servizio di Bologna ce ne vorrebbero un altro centinaio.  Più taxi a minor prezzo non risolverebbero il problema traffico e inquinamento ma aiuterebbero.

Alta densità di veicoli richiama traffico ed emissioni atmosferiche. Nel 2008 i giorni di sforamento del tetto massimo ammesso per le PM10  era di 65 a Rimini, 44 a Forlì e 116 a Ravenna. Otto anni dopo, nel 2016, sono rispettivamente  51, 23 e 29.  Un miglioramento, anche se Rimini rimane ancora sopra  i 35 giorni di superamenti consentiti.

Ma ad inquinare non ci pensano solo le auto, perché un buon contributo viene anche da altri usi dell’energia fossile, a partire dai riscaldamenti delle case, per arrivare alle aziende produttive.

Un modo per ridurre questi impatti è quello di utilizzare energie non inquinanti, come quella fotovoltaica.  Ma qui Rimini appare piuttosto indietro: 190 kw  la potenza installata ogni mille abitanti, decisamente sotto i 444 kw di Forlì e gli 834 kw di Ravenna.

La produzione di rifiuti si mantiene invece alta, 746 kg per abitante l’anno a Rimini, turisti compresi, non troppo lontano dagli altri capoluoghi romagnoli,  ma nel 2008 i kg erano 881.  C’è stato un calo di 135 kg. per residente,  che rappresenta un buon segnale d’inversione di tendenza.   Accompagnato anche dall’aumento della differenziata che dal 42  è salita al 62 per cento.

Disponibilità di verde urbano non eccessiva, 24 metri quadri per abitante a Rimini, sempre senza considerare i turisti, la superficie più bassa della regione.

Leggere calo, nel periodo 2008-2016,  anche nel consumo dell’acqua domestica, da 62 a 56 mila litri per residente riminese l’anno (154 litri al giorno, di cui 4,1 attribuibile ai turisti). Restano le perdite: un litro su quattro. Uno spreco, seppure inferiore al resto d’Italia,  non compatibile con una risorsa scarsa e sempre più preziosa.

Indicatori ambientali 2016

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