"Chi non spera l’insperabile non lo scoprirà, poiché è chiuso alla ricerca, e a esso non porta nessuna strada"
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Alla crisi si può reagire

di Rita  Celli

Dopo una telefonata all’uscita dell’autostrada, rimanere senza lavoro a 54 anni. Avere paura di non riuscire ad andare avanti con una moglie e due figli. Poi compiere una sfida che cambia la vita. La storia della famiglia di Secondo De Angelis di Morciano, è da raccontare. Lui, informatore medico scientifico di aziende farmaceutiche multinazionali, è rimasto disoccupato il 26 luglio del 2008. “Certe date non le dimentichi – spiega De Angelis _-.Mi ha chiamato un collega mentre stavo rientrando da Bologna, dove ero stato proprio per lavoro. Mi dice che in sede non c’era più nessuno: erano scappati con il malloppo. Passato il primo momento di incredulità, mi sono diretto a casa e ho parlato con mia moglie Sonia e i miei due figli Matteo e Giulio. Il più piccolo, Giulio, iniziava l’università dopo poche settimane. Con uno stipendio in meno, i primi tempi non è stato facile. Cercavo lavoro, ma inutilmente. Alcune aziende mi avevano contattato per tornare a fare l’informatore medico, ma questa volta ero io che non avevo più voglia”.

Poi è arrivata l’occasione: un amico di famiglia propone a Secondo di entrare nel settore della gelateria.

“Si chiama Giordano. Un giorno, parlando, mi dice che stavano vendendo una gelateria a Misano Mare. Così con i risparmi di una vita, abbiamo prelevato l’attività. La nostra famiglia è coinvolta tutta, oggi: accanto a me, Sonia, Giulio e Matteo, abbiamo altri 4 dipendenti”.

Sua moglie che fa?

“Lavora nel settore amministrativo di un’azienda della Valconca che per necessità si è dovuta trasferire a San Marino, ma fortunatamente ha retto il mercato. Da qualche anno lavora sul Titano durante il giorno, poi scappa qui in gelateria a darmi una mano tutti i giorni. Stessa cosa per Matteo, che fa il giornalista. Anche lui si divide tra i vari impegni. Giulio invece studia ingegneria, ma è abilissimo nel preparare torte”.

Com’è stato partire da zero con questa nuova attività?

“Personalmente avevo già lavorato in una gelateria, da ragazzino. Ed è stato giusto il motto: impara l’arte e mettila da parte. Ora utilizziamo macchinari artigianali molto simili a quelli che usavo più di 20 anni fa. Con i miei figli mi sono messo a studiare: volumi, ricette, sapori, aromi. Forse la passione per le formule mi ha portato oggi ad esprimermi nella qualità del prodotto. A distanza di circa 3-4 anni la gelateria sta andando molto bene. Nonostante la crisi, il fatturato quest’anno è più alto rispetto al 2011”.

Con questo nuovo lavoro cos’è cambiato nella vostra vita?

“La nostra famiglia era già molto unita. Ma ora lo è ancora di più. Ci siamo riscoperti. Prima stavo fuori quasi tutta la settimana, in giro per l’Italia. Ora lavoriamo tutti a stretto contatto ed è bellissimo. Per sei mesi l’anno portiamo avanti la gelateria. Facciamo grandi sacrifici, ma ne vale la pena. Durante l’inverno poi si torna alla tranquillità: Giulio torna a studiare, Matteo a lavorare per vari enti, mia moglie è un po’ più libera, mentre io continuo a fare corsi, partecipare a fiere, scoprire nuovi gusti.  Tra i più famosi: il Duca Rosso (dedicato alle moto Ducati di Misano) con energizzante, il Mohjito con rum bianco, la Crema 500 che utilizza ricette antiche di uova e limone, il Vivi Nordic al melograno antiossidante (per tutti gli appassionati di Nordic Walking) e il Capitano, con fave di cacao provenienti da un’isoletta dell’Atlantico”.

Cosa si sente di dire a chi perde il lavoro e non sa come andare avanti?

“I primi tempi mi sentivo davvero annullato. Perdere il lavoro ad una certa età è davvero brutto. Ma grazie a mia moglie e ai miei figli ho superato le difficoltà. Devo molto a tutti loro. Per poter ricominciare, bisogna prendere al volo ogni occasione, ma soprattutto credere in se stessi”.

 

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