Alberghi e ristoranti: una collaborazione possibile

di Simone Santini

Può essere un pregio o un difetto, ma il dato è certo: il mondo della ricettività romagnola si è trasformato molto poco nel corso dell’ultimo mezzo secolo. Poi, all’improvviso, arriva il Covid e in poche settimane 50 anni di dogmi sono messi in discussione. Così, per sopravvivere, due storici “nemici”, albergatori e ristoratori, decidono di tendersi una mano: gli alberghi eliminano le proprie cucine, per affidarsi ai fornelli dei ristoranti che, allo stesso tempo, a causa del distanziamento hanno visto crollare i propri coperti. Ma non è tutto. L’emergenza stimola anche la creatività. E così avviene che questa sinergia si traduca in un progetto ben più ampio, che potenzialmente può integrare l’intero territorio. 

È il caso di Alessandro La Lampa, titolare dell’Hotel Tritone a Viserba, tra gli ideatori e primi utilizzatori (con successo) di Tic2Trip, un’applicazione per cellulare che consente ai clienti del proprio albergo non solo di usufruire dei servizi dei ristoranti del litorale, ma di accedere a tutte le grandi opportunità che il territorio della Romagna può offrire, dalle spiagge all’entroterra.

Alessandro, la ricettività si sposta sulle app, una novità assoluta per la riviera. Come nasce un’idea del genere?

“Comincia tutto con l’arrivo del Covid e delle restrizioni, che mi hanno portato ad un vero e proprio bivio: o mantenere la ristorazione aperta nella mia struttura, con tutte le difficoltà e le incertezze legate a distanziamento e gestione del personale, o esternalizzare. Ho scelto la seconda opzione, ma al contrario di quella che è la consuetudine non volevo offrire a una clientela ormai storica (15 anni di attività) la classica convenzione al 10% con il ristorante dietro l’angolo. Volevo qualcosa di più. Proprio in quel periodo sono entrato in contatto con una software house già impegnata nello sviluppo di app, grazie alla quale abbiamo potuto tradurre questa mia esigenza in un progetto concreto”.

Così prende vita Tic2Trip. Come funziona?

“Il cliente scarica, sul proprio cellulare, la app che funziona come un portafoglio elettronico, sul quale viene caricato un quantitativo di crediti che corrisponde all’importo del pacchetto acquistato. La stessa app, poi, fornisce una mappa che mostra al cliente i ristoranti che hanno aderito a questo sistema, con relative schede informative e, attraverso la geolocalizzazione, i percorsi per arrivarci. Ristoranti nei quali, a fine servizio, si pagherà proprio con quei crediti elettronici (attraverso Qr Code). In questo modo il turista che alloggia in albergo ha, compreso nel proprio pacchetto, la libertà totale nella scelta dei ristoranti e degli orari. Ma non solo: potenzialmente questo sistema può mettere in sinergia, oltre ad alberghi e ristoranti, tutte le attrazioni e le attività che il territorio può offrire, come le spiagge o tutto il patrimonio dell’entroterra. In sostanza, il soggiorno turistico diventa esperienza del territorio a tutto tondo, in modo dinamico”.

Un modo di fare turismo per il quale non ci sono precedenti in Romagna. Qual è la risposta dei clienti e soprattutto degli operatori?

“Lato cliente, a parte la necessità di spiegare nel dettaglio il sistema in un primo momento, la risposta è positiva, soprattutto per i turisti più dinamici e abituati a rapportarsi con la tecnologia (che, con nostra sorpresa, non appartengono solo al mondo dei giovani, ma a tutte le fasce d’età). Anche per quanto riguarda i ristoratori abbiamo trovato una certa apertura a questa novità, probabilmente perché il settore è già abituato a questo tipo di interazioni (pensiamo, ad esempio, ai buoni di Groupon). Lo ‘scoglio’ più grande, invece, lo abbiamo avuto con gli albergatori: abbiamo percepito una certa paura nel dover cambiare un orientamento aziendale che va avanti anche da due o tre generazioni. Purtroppo, infatti, dagli albergatori abbiamo ricevuto interessamento solo a fronte dei problemi portati dall’emergenza. Ora, però, la macchina è partita e anche da parte degli alberghi c’è maggiore apertura”.

Un sistema che mette in sinergia, sostanzialmente, l’intero territorio. Può portare vantaggi anche in ottica destagionalizzazione?

“Assolutamente sì. Pensiamo, ad esempio, a piccoli alberghi che in questo modo possono offrire pensioni complete anche al di fuori dalla stagione estiva, impensabile in passato. È uno degli elementi chiave della app”.

Pionieri: l’esempio dell’Hotel Belmar

Alberghi che esternalizzano i servizi di ristorazione. Un trend che l’emergenza Covid ha intensificato, ma che esisteva già da tempo in Romagna, seppur con tentativi isolati e a macchia di leopardo. Uno di questi “pionieri” è Fabrizio Latini, titolare dell’Hotel Belmar, a Rivazzurra di Rimini.È da più di dieci anni che abbiamo deciso di esternalizzare la ristorazione. – spiega – Il motivo della scelta è molto semplice: volevamo dare maggiore libertà ai nostri clienti per quanto riguarda gli orari del pranzo e della cena, senza necessariamente ‘bloccarli’ negli orari fissi tipici dei ristoranti degli alberghi della riviera romagnola, che tendono a essere abbastanza vincolanti per i turisti quando devono organizzare la propria giornata di vacanza. Indubbio, poi, il vantaggio economico per i gestori”.

Qual è stata la risposta dei clienti?

Nei primi anni abbiamo avuto una risposta dubbiosa e incerta, ma col tempo e con l’esperienza diretta si è diffusa molta soddisfazione. I feedback positivi, negli anni, ci hanno aiutato molto a fidelizzare i clienti e a consolidare il modello”.

Modello che, dopo il Covid, diventerà la normalità in Romagna?

 “Non so se sarà la normalità, ma sicuramente il sistema alberghiero riminese sta cambiando. E la crescente sinergia tra albergatori e ristoratori è sicuramente al centro di questo cambiamento”.