"Chi non spera l’insperabile non lo scoprirà, poiché è chiuso alla ricerca, e a esso non porta nessuna strada"
ERACLITO (535-470 a.C)

dicembre: 2017
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Acqua: costi in salita, qualità meno

“La bolletta dell’acqua è in costante crescita, ma la qualità del servizio rimane ferma al palo. Questa la sintesi della nostra inchiesta sulle tariffe dell’acqua potabile.

La recente revisione delle regole di tariffazione e la cabina di regia nazionale affidata all’Autorità per l’energia elettrica e il gas (Aeeg) di fatto non hanno portato alcun vantaggio per i bilanci delle famiglie italiane.  Giusto per fare qualche esempio, negli ultimi cinque anni le famiglie con tre figli di Firenze hanno visto lievitare la propria bolletta dell’acqua di ben 336 euro (+34%), mentre a Napoli le coppie con un figlio hanno pagato 162 euro in più (+79%); a Trieste, sempre negli ultimi cinque anni, i nuclei familiari formati da due persone hanno visto crescere la tariffa dell’acqua di 93 euro (+72%)”.

Così scrive nella sua ultima inchiesta sulle tariffe dell’acqua il bollettino di Altroconsumo di dicembre 2014.  L’indagine è limitata ai capoluoghi di regione, ma se la tendenza è quella delineata è difficile pensare che negli altri comuni sia andata diversamente.  Per eliminare il caos degli Ato, uno per provincia, dal primo gennaio 2014 le decisioni sulle tariffe sono state demandate all’Aeeg, ma per le famiglie non  sembra siano derivati dei grandi vantaggi.

Qualche mese prima, Federconsumatori, un’altra associazione di consumatori, aveva esteso il calcolo dei costi del servizio idrico integrato, comprendente cioè acqua, fognatura e depurazione, a tutti i capoluoghi di provincia, calcolando la spesa 2013 per una utenza composta da tre  persone ed ipotizzando un consumo medio di 150 m3, pari ad un consumo pro capite medio di 56 m3/ab/annuo.

Il calcolo, per gli utenti della provincia di Rimini, aveva indicato un costo per utenza, comprensivo di iva al 10%,  di 278 euro l’anno, che in Emilia Romagna sta in mezzo tra i 220 euro di Modena e i 344 euro di Forlì. Comunque sopra la media nazionale che è di 241 euro.

Per via di una variazione del metodo di calcolo, che prende il nome di moltiplicatore tariffario (theta), i dati 2013 e quelli del 2012 non sono perfettamente confrontabili, ciononostante  la sua determinazione per  l’ultimo anno, approvata dall’Autorità competente (Aeeg), contiene un incremento del 6,3% sull’anno precedente, mentre le tariffe effettivamente applicate sul piano locale contengono incrementi ancora più consistenti.

Non a Rimini, dove  il moltiplicatore applicato sulle bollette  coincide con quello approvato, e  nel 2013 è stato perfino più basso, anche se di poco, a quello dell’anno prima.

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