"Chi non spera l’insperabile non lo scoprirà, poiché è chiuso alla ricerca, e a esso non porta nessuna strada"
ERACLITO (535-470 a.C)

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Acqua “alta” a Rimini: non Hera un bene comune

Tra gli aumenti che le famiglie devono sopportare in questo periodo mancava solo l’acqua. E puntualmente è arrivato, con l’ultima bolletta di marzo. E che aumento !  Tanti dovranno pagare più del doppio.   Incredula, la signora del primo piano del mio palazzo mi chiede se posso indicargli qual è il suo contatore dell’acqua perché è convinta, dopo aver ricevuto il salato conto di Hera, che ci siano delle perdite.   Ho dovuta rassicurala dicendogli che purtroppo l’incremento non era dovuto alle perdite ma ad aumenti, anche retroattivi,  applicati da Hera, su Delibera n° 19 del 2 dicembre 2011 dell’Ambito Territoriale Ottimale (ATO) di Rimini, che è l’organismo di regolazione dei servizi pubblici locali di acquedotto, fognatura, depurazione e raccolta dei rifiuti solidi urbani, dove siedono tutti i Sindaci  ed è presieduto dal Presidente della Provincia Stefano Vitali.

L’aumento che verrà applicato sulle tariffe del 2012, a decorre dal 1° gennaio,  sarà del 6,10 per cento (il doppio dell’inflazione), che non è poco, ma la cosa più penalizzante è scoprire che dal 2005 ad oggi sono cresciute del 46,35 per cento.  Solo dopo l’inizio della crisi, che risale al 2008, incuranti dell’economia bloccata, dei salari fermi e della disoccupazione in aumento, l’acqua del rubinetto costa più cara del 23 per cento.  Questo spiega le difficoltà di tante famiglie a starci dietro.

Ma se gli aumenti sono già un fatto pesante per tutti gli utenti, è sorprendente il silenzio e l’assoluta mancanza di informazione e di motivazione che ha accompagnato questa operazione. Nessun avviso dell’aumento in arrivo e nessuna informazione sulla bolletta che li applica, anche quando sono retroattivi. Solo la dizione “Stiamo ricalcolando gli importi già fatturati relativi al periodo 04.11.2011 al 03.01.2012 per adeguamenti tariffari”.  Come ? L’utente acquista un servizio in base ad un prezzo e poi il fornitore, facendo leva sulla sua posizione di monopolista, si sente in diritto di ricalcolare il prezzo ?  Chi ha autorizzato questo ricalcolo retroattivo visto che la Delibera non ne fa cenno ? Ma che regola di mercato è questa, dove la certezza del prezzo è il minimo che si possa chiedere al gestore di un servizio pubblico ?   E il Comitato degli utenti di ATO, dove pure siedono le Associazioni dei consumatori e i sindacati,  cosa sta a  fare ?

Insomma ATO ed Hera avrebbero il dovere minimo di informare e motivare le loro politiche tariffarie, perché gli utenti non sono dei semplici bancomat dove prelevare a discrezione, senza mai rendere conto delle proprie scelte.  E’ il minimo che si può pretendere dopo il referendum del giugno scorso che ha rivendicato l’acqua come bene comune.  Che poi questo comportamento, che cerca di far passare gli aumenti sotto silenzio, sia avvallato da tutti i Sindaci è veramente grave.

Delibera 19 2011 2011 servizio idrico integrato Artic tariff 2012_rev01

Aggiornamento del 22/3/2012

 Approvato il decimo bilancio del Gruppo Hera.    Per il decimo anno consecutivo evidenzia dati in crescita, con un dividendo confermato a 9 centesimi/azione.

In particolare preme evidenziare:

–          Ricavi: 4.105,7 milioni (+12,0% sul 2010)

–          Margine operativo lordo (MOL): 644,8 milioni (+6,2% sul 2010)

–          Posizione finanziaria netta: in miglioramento a 1.987,1 milioni

Il MOL (Margine Operativo Lordo) misura la redditività ed è calcolato utilizzando l’utile prima di ammortamenti, accantonamenti, oneri e proventi finanziari, anche straordinari e imposte.

 

 

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