"Chi non spera l’insperabile non lo scoprirà, poiché è chiuso alla ricerca, e a esso non porta nessuna strada"
ERACLITO (535-470 a.C)

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A che punto è l’incubatore del turismo di Rimini?

di Mirco Paganelli

Si muove qualcosa a Rimini sul fronte innovazione. Il prossimo autunno aprirà i battenti, o meglio, si collegherà alla rete I-SQUARE, l’incubatore del turismo per startup che guardano in particolare al settore ricettivo come al fattore determinante per la crescita economica del territorio. Si tratta di uno spazio fisico che ospiterà innovazione e formazione turistica, nonché tutte quelle realtà imprenditoriali in fase embrionale (le startup) legate al settore industriale principe della Riviera… e speriamo servano a collegarlo meglio anche all’Entroterra.

Il progetto è in gestazione da tempo. La ricerca di finanziatori è stata lunga e non è ancora terminata. A promuoverlo ci sono il Piano Strategico di Rimini e la Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini. Quest’ultima ha messo a disposizione alcuni ambienti di Palazzo Buonadrata, in Corso d’Augusto, e fa sapere al Ponte che “la prima fase si sta esaurendo con l’ultimazione dei lavori di ristrutturazione. Nei locali sono già state installate le attrezzature e sarà a breve ultimato l’allestimento degli arredi”.

Ci siamo quasi. L’inaugurazione è prevista per fine settembre, inizio ottobre. Seminari, convegni, eventi per giovani interessati al tema dell’innovazione. Il Campus universitario di Rimini sarà posto al centro, e sarà coinvolto anche il progetto Nuove Idee Nuove Imprese, già sostenuto dalla Fondazione, che da 13 anni premia le migliori startup del territorio.

Cosa manca? Definire il profilo giuridico del soggetto che gestirà lo spazio, che dovrà farlo “con una logica d’impresa – precisa la Fondazione -. Non un profilo ‘assistenziale’. La società di gestione potrà avere un ruolo attivo nel sostegno e nel finanziamento delle nuove imprese, coinvolgendo soggetti istituzionali e privati del territorio”. Dunque, imprenditori e istituzioni di Rimini, fatevi avanti! Il gestore dovrà saper cogliere alcune prerogative: “La coerenza rispetto all’origine del progetto con l’apporto di Piano Strategico e Fondazione Carim; la capacità di stimolare l’avvio di imprese innovative in ambito turistico grazie ad una attività culturale che abbia anche il supporto dei saperi del Campus Universitario; il sostegno concreto alle imprese che sapranno meritarsi particolare attenzione, anche mediante la ricerca di finanziatori e investitori”.

Attualmente il solo partner strategico di I-SQUARE è l’incubatore veneto M31 che ha sedi in Italia e in California, e che ha scelto di aderire al progetto riminese per occuparsi della selezione delle startup e del loro tutoraggio per aumentarne le probabilità di successo. Abbiamo intervistato il creatore di M31, Ruggero Frezza.

Presidente Frezza, qual è il potenziale di un incubatore del turismo a Rimini?

“Dipende dalla risorse disponibili. Credo che siano poche le iniziative che a parità di capitale investito possano portare ad un ritorno per la città pari a quello di un incubatore. La chiave è fare in modo che esso diventi catalizzatore di progetti liberando risorse ben maggiori di quelle dell’incubatore stesso. La metrica per misurare il suo successo sarà proprio questa: quanti euro mette in moto ogni euro investito? Rimini è una piazza che presenta opportunità importanti: “asset” da giocare nello sviluppo di nuove imprese turistiche e anche di altri settori. Il territorio è ricco di imprese interessanti, c’è una sede universitaria, ci sono fiere leader nel Paese in settori strategici, il turismo porta milioni di presenze e la città è ben connessa (autostrada, ferrovia, aeroporto, navigazione)”.

Quali vantaggi può trarre il territorio da questa esperienza?

“L’incubatore ospiterà nuove imprese che collaboreranno con altre presenti sul territorio. Movimenterà investimenti che produrranno occupazione. Ma le risorse sono limitate per pensare che da solo esso possa cambiare lo scenario dell’economia locale. Se però Rimini saprà fare dell’incubatore un laboratorio condiviso, il centro per provare a lanciare progetti rischiosi e ambiziosi, allora il ritorno per la città potrebbe essere davvero importante”.

Quale altra realtà dovrebbe affiancarvi nella gestione e sostegno economico di I-SQUARE?

“Servono un consorzio di imprenditori e professionisti del territorio che rendano l’incubatore un progetto della città, e un comitato di esperti che, progetto per progetto, possano contribuire a creare opportunità di sviluppo. Questi ultimi devono essere “esperti” veri, scelti anche al di fuori del territorio riminese: in Italia e all’estero”.

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