2023: da dove ripartire

La Camera di Commercio della Romagna ha da poco fornito i dati sul lavoro in provincia di Rimini nel primo semestre 2022: siamo a 144 mila occupati, mille in meno dell’anno precedente, che auspicabilmente verranno recuperati nel secondo semestre. Nel caso, però, ciò accadesse per tornare agli stessi occupati pre-pandemia 2019 (149 mila), resterebbero da recuperarne  altri quattro mila.

La ripartenza del settore turistico, che nel periodo di massimo effetto del covid è stato il più colpito,  ha contribuito a riportare in alto i numeri, ma le ultime informazioni relative al periodo gennaio-ottobre 2022, danno ancora arrivi e pernottamenti sotto, rispetto al 2019, rispettivamente del dieci e del dodici per cento. Tra le città balneari fanno meglio Bellaria-Igea Marina e Riccione, peggio Rimini, Misano e Cattolica.

Un recupero non completo ma sostanzialmente in linea con la ripresa del turismo nazionale, che a settembre 2022, nonostante il buon andamento dell’anno, faceva registrare ancora il dieci per cento di presenze in meno, per gli stranieri qualche percentuale in più, sul periodo pre pandemia.

Purtroppo in Italia, ma neanche a Rimini, non sono noti gli indici di rentabilità, per esempio la tariffa media per stanza occupata, che farebbero delle presenze un indicatore di maggiore significatitività.

Su un altro fronte, le esportazioni riminesi, prevalentemente manifatturiere (meccanica e abbigliamento), del primo semestre dell’anno appena chiuso, che già nel 2021 avevano superato i livelli 2019, continuano con il loro trend ascendente (+16 per cento), ma non tanto quanto hanno saputo fare l’intera Emilia Romagna e l’Italia nel loro complesso.

Insomma, tanti buoni segnali di ritorno alla normalità che verificando bene non cambiano, comunque, l’esito di fondo: perché Rimini, secondo l’Inps, continua a rimanere la provincia con i salari medi, per via dall’alta stagionalità di una fetta importante del lavoro, più bassi dell’Emilia Romagna. Poco sopra 16 mila euro, a fronte di circa 26 mila euro in tutte le province emiliane.  

Con salari così bassi, la perdita del potere d’acquisto delle buste paga, causa inflazione, che  secondo l’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO), dal 2008 al 2022, è stata del 12 per cento, si farà sentire ancora di più.

Sono, invece, più competitivi e allineati  col resto della Regione i salari del manifatturiero locale.

Purtroppo questa realtà non proprio favorevole colpisce tutti, ma in particolare i giovani con le migliori competenze. Che continuano ad emigrare all’estero. Nel 2021 erano 29 mila ad aver lasciato, nel corso degli anni, Rimini. Un altro record negativo, conseguenza di mancanza di opportunità e buoni salari.

Infine, sale il disagio. A fine 2022 i nuclei familiari con reddito e pensione di cittadinanza, con un importo medio di 453 euro, in provincia sono 4,7 mila; erano 3,9 mila nel 2019. Uno dei pochi indicatori ad aver superato i numeri pre pandemia.